Se facciamo un tuffo nel passato ci rendiamo conto di come le nuove tecnologie abbiano reso la vita di tutti i giorni molto più semplice. I nostri nonni non avevano un frigorifero, tanto meno un congelatore, e l’arrivo dell’estate complicava non poco la vita quotidiana, soprattutto se pensiamo alla conservazione dei cibi e delle bevande.
Per conservare i cibi più a lungo durante i mesi più caldi, essi acquistavo la neve accumulata e conservata presso le cosiddette “Neviere”. Ma cos’erano esattamente?
Si trattava di costruzioni destinate alla conservazione della neve, ammassata nei mesi invernali, che veniva venduta ghiacciata a partire dal mese di giugno. Una Neviera ancor oggi visibile è quella di Massariola che si trova ad una decina di chilometri da Abate Masseria sulla strada statale 172 dei Trulli. L’edificio, coperto da chiancole disposte a secco, presenta una struttura a due piani, piano terra e seminterrato. Dal primo, attraverso un botola posta al centro della stanza, si accedeva al seminterrato per depositare la neve e l’occorrente per conservarla. Il piano seminterrato costituiva la cisterna, in cui la neve veniva riposta e presentava una copertura a botte, profonda circa sei metri.
Alla base del pavimento si appoggiava uno strato di fascine, in modo da poter staccare agevolmente il ghiaccio che si sarebbe formato sul fondo. Poi la neve, battuta e appianata, era intervallata a strati di paglia che, oltre a separare i vari livelli, garantivano l’isolamento termico. L’ultimo strato di paglia era quello più spesso e serviva a proteggere dal caldo estivo il ghiaccio sottostante. Con l’arrivo dell’estate, il maestro di neviera, aiutato da circa trenta operai, provvedeva alla squadratura dei blocchi che venivano tagliati con accette e seghe a punta per essere trasportati nei luoghi di vendita.
Un mestiere oramai scomparso ma che è importante ricordare per non dimenticare come vivevano i nostri nonni.