Oggi a Noci terminano i festeggiamenti della Madonna della Croce, copatrona della città.
Con una suggestiva processione, che parte dal borgo antico, l’effige della Vergine, torna al suo santuario, poco fuori città e risalente al 1483.
Qui l’attende una messa sul sagrato della chiesetta e, dopo il momento religioso, una festa campestre con stand di degustazione di prodotti tipici, artisti di strada, musicanti.

Fino a qualche anno fa al culto della Madonna della Croce era legato un singolare rito propiziatorio per la cura dell’ernia infantile.

 

Nel boschetto adiacente al Santuario si tagliava un giovane ramo di quercia, preoccupandosi di non danneggiarlo e di non staccarlo dall’albero, in modo da ricavarne un’apertura sufficientemente utile per fa passare un bambino.
Nel ramo divaricato veniva fatto passare per tre volte il bimbo affetto da ernia inguinale. La sorte del bimbo era legata a quella del ramo: se quest’ultimo l’anno successivo era ancora vegeto, la guarigione del bambino era assicurata.

E’ proprio il felice connubio tra vivacità economica e tradizione l’elemento che fa di Noci uno dei paesi più consapevoli della sua identità.