I muretti a secco, alti e bianchi, edificati con le pietre calcaree rubate ai terreni messi a coltura, delimitano le nostre corti e costituiscono il vezzo di ogni trullo.
Ogni corte è presentata dal suo architrave ribassato che invita l’ospite a chinare il capo obbligando quasi ad un inchino colui che l’oltrepassa; un piacevole pegno pagato in cambio della bellezza dei fiori e dell’intimità degli angoli che ciascuno di questi giardini segreti tiene in serbo.