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Alberobello

Informazioni generali: Famosa nel mondo per le sue caratteristiche costruzioni, dal 1996 è riconosciuta dall’Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sorge su un rilievo, (m 428; ab. 11.040 ca.) ed in un area situata, però, alle pendici di un avvallamento, prodotto da un antico corso d’acqua.

Cenni storici: Le origini del nome “Alberobello” sono rintracciabili in un documento del 1272, che parla di una Sylva aut nemus “arboris belli” (Selva o bosco dell’albero della guerra). Non era un centro abitato, ma un bosco, precisamente un querceto che anticamente ricopriva la zona.
La colonizzazione della Selva, avvenne a partire dal XV secolo, per volontà dei loro possessori: i conti di Conversano, gli Acquaviva d’Aragona, i quali vi condussero gente da Noci e altri feudi vicini per coltivarla. I contadini poterono costruire delle abitazioni, ma con l’espresso divieto di impiegarvi qualsiasi tipo di calce; in quel tempo infatti vigeva la « PRAMMATICA DE BARONIBUS », che vietava ai baroni di erigere, senza il regio beneplacito, nuovi agglomerati urbani. Questo era dunque il principale motivo del divieto delle fabbriche a calce, poiché le improvvisate abitazioni, denominate « casedde », erano necessariamente temporanee ed in caso di ispezione regia bisognava abbatterle nel più breve tempo possibile. La popolazione nel corso dei successivi decenni crebbe fino a 3.500; la chiesa dei SS. Medici fu ampliata e si contavano i primi sacerdoti, i primi medici, un avvocato. Negli animi si stava affermando la sete di libertà; nel maggio del 1797, il re di Napoli Ferdinando IV in visita a Taranto, implorato da sette coraggiosi villici selvesi, firmò il decreto con cui si liberava la Selva dalla schiavitù feudale elevandola a Città Regia. Finivano così i soprusi del Conte e di conseguenza il divieto di costruire con la calce.

I trulli: Dal latino turris, trulla, o dal greco tholos, o dal greco-bizantino torullosa, tutti significanti “cupola” il trullo è una costruzione a pianta centrale circolare o quadrata a secco, sul cui perimetro si imposta la muratura a sacco di spessore molto elevato. Le murature portanti, vengono completate da una pseudo-cupola che ne costituisce la copertura realizzata in”chiancarelle”, pietre calcaree posate anch’esse a secco in cerchi concentrici e bloccate all’apice da una pietra (serraglia) e da un pinnacolo dalle forme piu svariate; i pinnacoli sono scolpiti in pietra e rappresentano la FIRMA del Mastro trullaro. Sui coni è possibile vedere i simboli tracciati con latte di calce, quest’ultimi sono legati a diverse tradizioni di origine magico-pagana, cristiana o addirittura derivano dal mondo primitivo.

Itinerario storico-artistico/religioso.
Si parte dal rione “Aia Piccola: per “aia” si intende un ampio spiazzo che in passato era utilizzato per la battitura del grano. La zona, comprende, circa 400 trulli allo stato originale. Ci troviamo ben presto di fronte al “Museo del Territorio” caratterizzato da un agglomerato di trulli comunicanti e continui, i più antichi dei quali risalgono al secolo XVIII. Il centro museale ospita una collezione permanente sulle tradizioni architettoniche e culturali del luogo. Proseguiamo per “Casa D’Amore” che rappresenta la prima casa costruita con l’utilizzo di malta e senza la classica forma a trullo. Fu eretta immediatamente dopo l’emissione del regio decreto con il quale si liberava Alberobello dal vassallaggio feudale; sulla facciata un’epigrafe ne ricorda l’avvenimento.
Da non perdere la visita al “Santuario dei Santi Medici”: sorto nel 1885 su quella che fu l’originaria chiesetta, è in stile neoclassico. La facciata caratterizzata dalla presenza di due campanili eretti come fiaccole votive in onore dei due Santi Patroni della città: San Cosma e San Damiano. Alle spalle della basilica troviamo il “Trullo Sovrano”, l’unico trullo disposto su due piani; la sua cupola più alta, misura 14 metri. Chiamato “Sovrano” per la sua mole e per aver ospitato le reliquie dei Santi Medici.
Tornando indietro percorriamo il corso e ci dirigiamo verso il terrazzino detto “Belvedere”, da qui il visitatore, può ammirare lo splendido panorama dell’altro rione detto “Monti” dominato da più di 1.000 trulli disposti in sette differenti vie. L’intero rione Monti è prettamente destinato alle attività turistico-commerciali. All’incrocio tra Via Monte Nero e via Monte Pasubio troviamo il Trullo Siamese, una delle costruzioni più antiche di Alberobello. E’ composto di due coni che si amplettano e sorge su pietre ciclopiche.
Concludiamo la visita presso la Chiesa di Sant’Antonio: edificata tra il 1926 e il 1927 sulla sommità del rione Monti, riproduce le fattezze delle abitazioni del rione. Su una pianta a croce greca s’innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo, che si integra perfettamente con gli edifici circostanti. La chiesa ha subito un completo restauro nel 2004.

Dove mangiare:

  • La Cantina: Vico Lippolis, 9 080 4323473 Chiuso Domenica sera e Martedì.

Shopping:

  • Lungo le sette vie del rione Monti è possibile acquistare “souvenir” di ogni tipo e assaggiare prodotti tipici.
  • Il mercato settimanale si tiene il giovedì.

Eventi e manifestazioni:

  • Rievocazione storica della liberazione di Alberobello dal dominio feudale (luglio)
  • Festival Folkloristico (primi giorni di Agosto)
  • Festa Patronale dei Santi Medici Cosma e Damiano (tra il 25 e il 28 Settembre)
  • La Passione Vivente (venerdì santo)